Ida Zilio-Grandi, Fede e libertà nel Corano

 

Questa comunicazione presenta il pensiero coranico sulla libertà o meno circa la fede; verte in particolare sul contenuto del Libro sacro dell’Islam, e non sulla successiva elaborazione teologica, che dal Libro può discostarsi. Nella fede si individuano un aspetto soggettivo e un aspetto oggettivo: il primo aspetto riguarda l’adesione e il consenso personale del credente con le conseguenti condizioni di quieta serenità e salda speranza di salvezza; il secondo riguarda Dio, gli angeli, i Libri, gli inviati e la fine del mondo con la resurrezione. Vincolo che lega il credente a Dio ma anche Dio all’uomo e all’intero creato, la fede, secondo il Corano, non è nemica della ragione né ad essa estranea; al contrario, proprio l’esercizio dell'intelletto sa indurre la fede, e rafforzarla sanando le perplessità. Se, in generale, nelle tradizioni ebraica e cristiana la fede è soprattutto un atto libero dell’uomo pur garantito dalla grazia, il pensiero coranico è assai più deciso: l’uomo è comunque determinato alla fede oppure all’empietà perché “tutto viene da Dio” e “Dio fa quel che vuole”.

Parole chiave. Corano, ragione, grazia, determinismo, volontarismo divino

Ida Zilio-Grandi insegna lingua e letteratura araba nell’Università di Venezia “Ca’ Foscari”. Si occupa prevalentemente di letteratura araba di ispirazione islamica, specialmente medievale, di esegesi coranica, di rapporti tra musulmani e cristiani arabi in età classica. Tra le sue principali pubblicazioni recenti, Il Corano e il male, Einaudi, Torino 2002; Una corrispondenza islamo-cristiana sull’origine divina dell’Islam (con S. Khalil Samir), Einaudi, Torino 2004; Il viaggio notturno e l’ascensione del Profeta nel racconto di Ibn ‘Abbās, Einaudi, Torino 2010 e Il Corano (trad. completa e note alle sure 23-45), Mondadori, Milano 2010.

 

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