Pamela Gennari, A proposito di una recente raccolta di studi sulle esplorazioni geografiche fra Medioevo ed Età Moderna

Del 58° volume della rivista «Médiévales» si è cercato di porre in rilievo quegli elementi che meglio delineano l’impatto delle scoperte geografiche di epoca umanistica sul mondo della Cultura e del Sapere in alcuni Paesi dell’area mediterranea. Pertanto si è proceduto all’esame della prima delle due sezioni di cui si compone la raccolta - Humanisme et découvertes géographiques -, nella quale si tratta di alcuni testi e oggetti tipici del tempo, come i globi terrestri, i portolani e i mappamondi, capaci di dare non solo una visione particolare degli stessi, ma anche di ampliare la discussione al loro contesto storico di riferimento. Lo stesso si può dire degli scritti di autori quali Marco Polo, Angelo Poliziano, Antonio Pigafetta e Massimiliano Transilvano, a loro modo esponenti diretti del medesimo cambiamento ideologico e sociale.
Nella seconda parte invece, intitolata Essais et Recherches, sono raccolti contributi distanti dal tema suggerito dal titolo del volume perché essi si collocano, sulla linea temporale, in posizione arretrata, riuscendo tuttavia a dare un contributo fondamentale per la costituzione di un disegno più ampio e completo della “materia italiana”.

Parole chiave: Scoperte geografiche, Medioevo, Umanesimo, Marco Polo, Portolano, Carta geografica, Mappamondo, Devisement dou monde, Venezia, Francia, Fra Mauro, Antichità, Modernità, Sfera celeste, Cosmografia-cosmografo.

Pamela Gennari è cultore della materia di Filologia Romanza presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove dapprima si è laureata in Lingue e Letterature Moderne e Contemporanee Occidentali – titolo della tesi: Le thème de la révolte dans deux chansons de geste médiévales: «La Chanson de Roland» et «Raoul de Cambrai» - per poi specializzarsi in Filologie Medievali e Moderne con la tesi: «Dialogues de Saint Grégoire”. Volgarizzamento in prosa antico-francese dei “Dialogi” di San Gregorio Magno (ms. Paris, nouv. acq. fr. 1693)». Ha conseguito poi il titolo di Dottore di Ricerca in Filologia classico-medievale (2006-2009) con l’edizione critica commentata di una redazione veneziana quattrocentesca del “Milione” di Marco Polo («Milione»: redazione VB. Edizione critica commentata.). Ha ottenuto anche un assegno di ricerca in ambito filologico-digitale (“La tradizione manoscritta del Milione: per un catalogo digitale dei testimoni in volgare”).
Attualmente si occupa anche di ricerche testamentarie della Venezia del Trecento e del Quattrocento finalizzate alla ricostruzione della storia commerciale di alcune famiglie veneziane dell’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

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