Ezio Albrile, Maternità incestuose e Madri visionarie. Due rappresentazioni anomale di religiosità femminile

L’arte del Medioevo cristiano ha spesso prodotto figurazioni in palese contrasto con il dogma. L’articolo propone due esempi. Il primo riguarda l’immagine della Maria lactans o Virgo lactans. Essa proviene dalla tradizione figurativa copta ed è modellata sulle raffigurazioni della dea egizia Iside che allatta il pargolo Horus. I Vangeli sinottici non parlano di allattamento, l’evento è unicamente riferito in un apocrifo, il Vangelo dell’Infanzia armeno. Una serie non casuale di elementi pittorici legano poi la nostra immagine ai modi e alle forme ideologiche dell’antico gnosticismo. Di ambiente monastico femminile è invece la seconda rappresentazione: otto monache sono ritratte in preghiera con le mani ognuna in una postura diversa. La posizione delle mani rivela un codice gestuale messo a punto dalla religiosità induista e in seguito perfezionato nel buddhismo, usualmente noto con il termine di mudrā, parola sanscrita che significa letteralmente «gesto» o «sigillo».

Parole chiave: Iconografia mariana, Gnosticismo, Apocrifi, Mudrā, Estasi, Escatologia

Ezio Albrile (Torino 1962) da anni si occupa delle interazioni fra mondo iranico e le forme di religiosità dualistica tipiche dell’ellenismo e della tarda antichità (ermetismo, gnosticismo, manicheismo, etc.). È docente di Storia religiosa dell’Iran e dell’Asia centrale presso il CESMEO di Torino. Si occupa anche di divulgazione culturale sulle stesse tematiche

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