Ferdinando Maurici, Vito Francesco Polcaro, Alberto Scuderi, Le “pietre dove nasce il sole” fra medioevo e preistoria. Rocce artificialmente forate e astronomicamente orientate nel territorio a sud di Monte Iato (Sicilia, prov. di Palermo)

Nel territorio a sud di Monte Iato (Sicilia, Provincia di Palermo) esiste, sul Monte Arcivocavotto, un grande affioramento roccioso artificialmente perforato con l’ottenimento di un grande buco circolare del diametro di ca. 2 m. In tale foro artificiale nella roccia il sole penetra esattamente all’alba del solstizio d’inverno sorgendo sull’orizzonte geografico. Una simile roccia forata esisteva a ca. 8 km di distanza dalla prima sul Cozzo Perciata. Di essa, distrutta per cause naturali presumibilmente agli inizi degli anni 70 del XX secolo, rimane però il basamento ed una eloquente fotografia. La tradizione locale la chiama “La pietra dove nasce il sole”, evento che si verifica all’alba del 21 giugno, solstizio d’estate. In entrambe le località e nelle loro vicinanze si raccoglie ceramica dell’età del bronzo.

Si ritiene certo che le due pietre forate, analoghe, site nello stesso territorio e ad orientamento solare complementare, siano state realizzate da popolazioni preistoriche per potere disporre di esatte indicazioni astronomiche relative ai solstizi.

Parole chiave: Archeoastronomia, Rocce forate astromicamente orientate, Solstizi, Monte Iato (territorio), Preistoria

Ferdinando Maurici (1959) è dirigente presso l’Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana. È stato Direttore del Parco Archeologico di Iato dove ha condotto lo scavo dell’accampamento fortificato eretto da Federico II di Svevia durante l’assedio della città islamica ribelle di Giato. Dopo la laurea a Palermo ha proseguito gli studi a Barcellona e Bamberga. Dottore di ricerca in Storia Medievale ed in Archeologia, specializzato in Archeologia Medievale, ha insegnato come professore a contratto per oltre 10 anni Archeologia Cristiana e Medievale all’Università di Bologna e alla LUMSA. Attualmente insegna Storia Medievale all’Università di Palermo. È autore di oltre 200 pubblicazioni dedicate alla storia, all’archeologia ed alla topografia medievale della Sicilia.

Vito Francesco Polcaro (1945) è Ricercatore Associato presso l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Roma dell’INAF, membro del Astronomy and Cultural Heritage (ACHe) Centre dell’Università di Ferrara e Research Associate del Dublin Institute of Advanced Studies irlandese. È autore di circa 300 lavori sulla Spettroscopia Stellare, l’Astrofisica delle Alte Energie, sulle Tecnologie Aerospaziali, l’Archeoastronomia e l’Astronomia Storica. Attualmente, i suoi pricipali campi di studio scientifico sono lo studio dell’evoluzione delle stelle di grandissima massa, dei contenuti astronomici nei monumenti dell’Età del Bronzo e la raccolta e l’interpretazione di informazioni di interesse astrofisico da antichi documenti. È socio dell’International Astronomical Union, del Commitee for Space Research, della Royal Astronomical Society, della Società Astronomica Italiana, della European Society for Astronomy in Culture e membro del Comitato Direttivo della Società Italiana di Archeoastronomia.

Alberto Scuderi (1957) è perito agronono specializzato in enologia ed insegna chimica nelle Scuole Secondarie Superiori. Cultore di archeologia, ha condotto parecchie campagne di scavo in Sicilia ed in vari paesi esteri (Romania, Oman, Tunisia) collaborando con varie Università italiane e straniere. Ha fondato il Museo Archeologico “Pippo Rizzo” di Corleone e la sede dei Gruppi Archeologici d’Italia “Valle dello Iato” di cui è direttore; dei Gruppi Archeologici d’Italia è anche uno dei vice direttori nazionali. Ha al suo attivo varie pubblicazioni dedicate soprattutto alla preistoria della Sicilia occidentale. Fa parte della giuria del premio “Città di Agrigento” per il cinema archeologico.

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