Armando Bisanti, La figura di Zosima, padre “autorevole”, nella leggenda di Maria Egiziaca

La leggenda di Maria Egiziaca ha goduto di grande successo nella tradizione agiografica orientale e occidentale dal VI-VII sec. fino al pieno e tardo Medioevo. Personaggio fondamentale e vero coprotagonista della leggenda è padre Zosima, colui che incontra Maria Egiziaca nel deserto palestinese e con lei stabilisce un rapporto di devozione, fino alla morte della donna e al suo seppellimento. Tale figura riceve, nelle varie versioni della storia, un diverso trattamento da parte dei diversi autori: spesso, infatti, a lui vengono dedicati ampi stralci, soprattutto all’inizio del racconto, mentre talvolta la narrazione è centrata pressoché esclusivamente sulla storia della conversione e della redenzione dell’ex-prostituta Maria Egiziaca, lasciando poco spazio alla figura di Zosima. Attraverso esempi appositamente scelti (tratti soprattutto dalla Vita beate Marie Egiptiace di Ildeberto di Lavardin e dal De Maria Aegyptiaca et Zozima di Flodoardo di Reims), si cerca di dare luce al tema dell’auctoritas – nel senso di ’“autorevolezza” di pater spirituale – di Zosima. Una figura duplice, la sua, che da un lato assume le caratteristiche, appunto, di “padre spirituale” della donna (secondo un diffuso modulo agiografico), dall’altro quelle di “discepolo”, nella devozione e nella reverenza che lo legano alla santa anacoreta.

Parole chiave. Maria Egiziaca, Zosima, Agiografia, Ildeberto di Lavardin, Flodoardo di Reims.

Armando Bisanti (Palermo 1957) è ricercatore confermato di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo. I suoi interessi prevalenti vertono sulla favolistica mediolatina, sul teatro medievale e umanistico, sulla poesia mediolatina, sulla novellistica e la facezia quattrocentesca. Nel corso di oltre un trentennio di studi ha pubblicato alcuni libri: L’«Alda» di Guglielmo di Blois: storia degli studi e proposte interpretative (Palermo 1990); Astensis Poetae Novus Avianus (Genova 1994, insieme a Loriano Zurli); Un ventennio di studi su Rosvita di Gandersheim (Spoleto 2005); L’“interpretatio nominis” nelle commedie elegiache latine del XII e XIII secolo (Spoleto 2009); L’epica latina altomedievale e il «Waltharius» (Palermo 2010); Le favole di Aviano e la loro fortuna nel Medioevo (Firenze 2010); Tradizioni retoriche e letterarie nelle «Facezie» di Poggio Bracciolini (Cosenza 2011); Quattro studi sulla poesia d’amore mediolatina (Spoleto 2011); La poesia d’amore nei «Carmina Burana» (Napoli 2011). È stato inoltre curatore dei seguenti voll.: Francescanesimo e civiltà in Sicilia nel Quattrocento (insieme con Diego Ciccarelli, Palermo 2000); Antico e moderno nella produzione latina di area mediterranea (XI-XIV secolo). Giornate di studio in memoria di Cataldo Roccaro (Palermo 24-25 ottobre 2008) (Palermo 2008); «Res perinde sunt ut agas». Scritti per Gianna Petrone (insieme con Alfredo Casamento, Palermo 2010). Su riviste specializzate, ha pubblicato innumerevoli articoli sulla letteratura, in latino (ma anche in volgare), dall’età tardoantica al Rinascimento. Fra i soci fondatori dell’Officina di Studi Medievali di Palermo (del cui Ufficio di Presidenza fa parte dal 1999), è direttore di «Schede Medievali» e della rivista elettronica «Mediaeval Sophia». È inoltre socio della SISMEL di Firenze, collaboratore del bollettino bibliografico Medioevo Latino, lector del repertorio bibliografico Compendium Auctorum Latinorum Medii Aevi (C.A.L.M.A.), direttore della collana «La ferza e il paleo» (pubblicata a Palermo dall’Istituto Poligrafico Europeo) e fa parte del comitato di redazione delle riviste «Pan» e «Interpres».

 

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