Luca Lombardo, «Quasi come sognando». Dante e la presunta rarità del «libro di Boezio» (Convivio II XII 2-7)

 

L’articolo prende in esame un noto passo del Convivio, nel quale Dante ricorda le circostanze del proprio accostamento agli studi filosofici, in particolare rivelando quali letture lo hanno indotto, all’indomani della morte di Beatrice (1290), a cominciare a frequentare le «scuole delli religiosi» e le «disputazioni delli filosofanti»: la Consolatio philosophiae di Boezio e il De Amicitia di Cicerone, cui l’Alighieri si era inizialmente accostato con lo scopo di trovare rimedio al dolore per la perdita della donna amata, scoprendovi poi un ‘tesoro’ scientifico di maggior pregio. Interesse precipuo dell’articolo è l’analisi della controversa perifrasi che designa la Consolatio come «quello non conosciuto da molti libro di Boezio» (Convivio II XII 2), il cui significato arrovella da sempre la critica. Il carattere problematico di questa definizione risiede nella sua contraddizione oggettiva con la indubbia popolarità di cui la Consolatio godeva al tempo in cui Dante stendeva il Convivio, testimoniata dalla vasta tradizione manoscritta dell’opera boeziana e dai numerosi commenti che sin dall’Alto Medioevo erano fioriti attorno ad essa. A quale genere di rarità allude dunque l’Alighieri, quando designa la Consolatio come opera conosciuta da un esiguo numero di lettori? Prendendo in carico tale quesito, l’articolo adduce testimonianze letterarie coeve al Convivio (Nicola Trevet e Jean de Meung), ipotizzando in conclusione che l’affermazione dantesca alluda al carattere elitario di un accesso filosoficamente dotto al libro di Boezio, precluso ai molti lettori inadeguati per difetto d’ingegno e riservato ai pochi dotati di una intelligenza speculativa matura (quale Dante si ritiene all’altezza del Convivio).

Parole chiave. Dante, Boezio, Nicola Trevet, Jean de Meung, Guglielmo di Conches

 

Luca Lombardo (Palermo, 1980) nel febbraio 2010 ha conseguito il Dottorato di ricerca in «Italianistica e Filologia classico-medievale» presso l’Università Ca’ Foscari Venezia con una tesi dedicata all’influenza della Consolatio philosophiae di Boezio sulle opere di Dante, tutor il prof. Saverio Bellomo. Fino al settembre 2011 ha goduto di un Assegno di ricerca sull’edizione critica delle Epistole metriche di Albertino Mussato, tutor il prof. Saverio Bellomo. Le sue ricerche si svolgono prevalentemente nell’ambito della letteratura italiana medievale, della letteratura latina medievale e della filologia e critica dantesca, con un interesse particolare per le fonti e lo stile della Commedia. Su vari periodici e volumi collettanei ha pubblicato diversi articoli e saggi su Dante e la letteratura italiana delle origini in volgare e in latino; mentre è in corso di stampa il volume Boezio in Dante. La “Consolatio philosophiae” nello scrittoio del poeta, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari. Ha fondato e diretto insieme ad altri dal 2007 al 2010 il Laboratorio di Studi Umanistici “Shumus”, nell’ambito del quale, presso il Dipartimento di Italianistica e Filologia romanza dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ha organizzato seminari e convegni annuali su temi interdisciplinari, aperti ai giovani ricercatori: nell’ambito di questa attività, nel 2009 ha curato con altri il volume Cartoline veneziane, Palermo, Officina di Studi Medievali, che raccoglie gli Atti dell’omonimo seminario.

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