Fabio Cusimano, «[...] quia tunc vere monachi sunt si labore manuum suarum vivunt»: il particolare approccio dei cistercensi all’economia

 

Viene qui proposto un excursus attraverso il quale si cerca di sottolineare la bontà e l’assoluta attualità del messaggio monastico proprio nei riguardi di una società e di un’economia in crisi quali sono quelle in cui il monachesimo muove i suoi primi passi e si sviluppa fino ad affermarsi. È un dato storiograficamente assodato che proprio l’Italia e l’Europa tra IV e IX secolo vivano un periodo di profonda crisi politica, sociale, culturale ed economica: ed è proprio in un contesto simile che il primo monachesimo “attecchisce” e si sviluppa, dando vita a quello che è trasversalmente identificato dalla storiografia come un vero e proprio “fenomeno” di rinascita culturale ed economica. Sono queste le basi del particolare approccio dei Cistercensi all’economia, le basi dell’assestamento e della rinascita economica e sociale dell’“Europa” medievale avvenuto anche grazie all’operato silenzioso dei monaci.

Parole chiave: Monachesimo, economia, lavoro, bene comune, comunità

Fabio Cusimano (Palermo, 1980) si laurea con lode in “Lettere Moderne” (corso quadriennale, vecchio ordinamento) a Palermo nel 2003; nello stesso anno frequenta la “Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica” dell’Archivio di Stato di Palermo. Nel 2007 consegue la Laurea Magistrale in “Informatica per le Discipline Umanistiche” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (con una tesi sperimentale svolta presso l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del C.N.R. di Palermo). Nel 2008 consegue con lode e menzione il Master di I Livello in “I mestieri del libro e del documento: conservazione, fruizione, restauro, catalogazione e nuove tecnologie editoriali” organizzato dall’Università di Palermo e dall’Officina di Studi Medievali.
Ha conseguito con borsa di studio il Dottorato di Ricerca in “Tradizioni e Istituzioni Religiose di ambiente circum - Mediterraneo. Storia, Letteratura, Diritto” presso l’Università di Messina, con una tesi sulla riforma monastica carolingia a opera di san Benedetto di Aniane. Presso l’Università di Messina è, inoltre, “Cultore della materia” in “Storia del Cristianesimo” (settore scientifico disciplinare M-Sto/07).
Collabora attivamente con le riviste “Schede Medievali”, “Mediaeval Sophia”, “Benedictina”, “Informatica Umanistica” e “Doctor Virtualis”. È socio dell'Officina di Studi Medievali, della Società Italiana di Studio del Pensiero Medievale (S.I.S.P.M.) e della Società Italiana di Storia delle Religioni (S.I.S.R.).

}); })(jQuery);