Giuseppe L. Bonanno, La festa in Sicilia secondo i Cappuccini: Lu Signuri tri di maju a Castelvetrano


Il saggio, con riferimenti storici e etno-antropologici, evidenzia la tradizione popolare della “festa del tre di maggio” a Castelvetrano e le sue finalità religiose, festa che, come in molti luoghi della Sicilia, coniuga l’evento generale con tradizioni e episodi di santità relativi ai singoli luoghi.
La festa-processione, fondata sulla “invenzione della Croce”, fu fatta propria dai Frati Cappuccini fin dal loro arrivo in Sicilia. In particolare, a Castelvetrano, anche per volontà dei Principi della Città – i Tagliavia-Aragona, poi anche Pignatelli – rappresenta una delle più antiche devozioni della tradizione francescana e fa diretto riferimento al Crocifisso ligneo che il frate Pietro da Mazara portò con sé in Africa e ancora nel viaggio di ritorno verso la Sicilia; durante tale viaggio Pietro, in punto di morte, chiese al capitano della nave che lo trasportava di consegnare la sua salma e il detto Crocifisso al più vicino convento dei Cappuccini al punto di approdo in Sicilia.
In età moderna e contemporanea, ancora a cura dei Frati Cappuccini, la festa-processione che qui si vuole onorare e ricordare, forse la più antica e longeva della tradizione locale, viene puntualmente svolta, anche se bisogna registrare un progressivo affievolimento della devozione-tradizione.

Parole chiave: Castelvetrano, Cappuccini, Aragona Pignatelli, Invenzione della Croce, Processioni, Francescanesimo, Crocifisso.

 

 

Giuseppe L. Bonanno già docente di Filosofia e Storia nei Licei, è ora etnolinguista-antropologo nell’Assessorato dei BB. CC. della Regione Siciliana; si occupa, in particolare, di storia di Selinunte e di Castelvetrano.

 

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