Marco Golfetto, Some preliminary remarks on Evkaf Musesi 1933, a copy of Ibn ‘Arabī’s Fuṣūṣ al-Ḥikam by the hand of Ṣadr al-Dīn al-Qūnawī

I Fuṣūṣ al-ḥikam hanno giocato un ruolo centrale nella conoscenza e diffusione del pensiero di Ibn ‘Arabī (m. 1240/638). Nonostante la grande importanza del testo, non è ancora stata pubblicata al momento un’edizione del codice più antico superstite che è conservato presso il Museum of Turkish and Islamic Art di Istanbul (repertorio: “Evkaf Musesi 1933”). Questo articolo ne fornisce una presentazione sintetica e analizza le annotazioni marginali e le note di lettura che accompagnano il corpo del testo. Si evince che il manoscritto fu redato da al-Qūnawī (m. 1274/672), discepolo di Ibn ‘Arabī ed eminente propagatore delle sue dottrine, e fu poi letto, corretto e autenticato alla presenza dell’autore stesso, anche ricorrendo al confronto con il codice originale, un autografo ora perduto.
Una lunga nota di chiusura certifica che il libro fu oggetto di lezioni che si conclusero nella pima metà dell’anno 630 h. e registra in forma estesa i nomi del ristretto circolo di coloro che ne furono uditori, indirettamente confermando la tesi della limitata circolazione che il libro ebbe in origine.

Parole chiave: Ibn ‘Arabī, al-Qūnawī, Fuṣūṣ al-ḥikam, manoscritti arabi, marginalia, note di lettura.

Marco A. Golfetto si è laureato in Lingue e Letterature Orientali ed ha conseguito il dottorato in Cultura, tradizione e società arabo-islamiche all’Università di Venezia. E’ ora impegnato in un progetto di ricerca presso il Dipartimento di Storia dell’Ateneo di Padova. Il suo ambito di interesse spazia su vari aspetti collegati alla mistica islamica e in particolare alle dottrine e alle istituzioni sufi di epoca classica e premoderna. Nel corso dei suoi studi si è occupato di figure centrali del pensiero islamico medievale come al-Ghazālī e Ibn ‘Arabī, ed ha svolto ricerche nell’ambito delle pratiche di iniziazione e delle forme che queste hanno assunto storicamente. Ha pubblicato la traduzione commentata del Kitāb al-murāqaba wa’l muḥāsaba di al-Ghazālī (La vigilanza e l’esame di coscienza, Torino 2005) e collaborato in qualità di traduttore al Dizionario del Corano curato nell’edizione italiana da I. Zilio Grandi per Mondadori (Milano 2007). Suoi articoli e contributi sono apparsi in riviste e pubblicazioni in Italia e negli Stati Uniti. Allo stato attuale è impegnato nell’edizione e traduzione annotata del codice superstite più antico dei Fuṣūṣ al-ḥikam di Ibn ‘Arabī.

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