Per lo studio delle religioni: un nuovo strumento di lavoro.

Presentazione del volume di Giulia Sfamemi Gasparro, Introduzione alla storia della religione, Editori Laterza, Roma-Bari 2011. Interventi di Massimo Naro e Nicola Cusumano. Presentazione di Alessandro Musco.

 

Ogni sapere costruito scientificamente, con rigore di metodo proprio, ha un profilo epistemologico peculiare, che lo connota e lo distingue dagli altri saperi, mentre con questi pure lo pone in dialogo. Per questo, parlando di “storia delle religioni”, è utile cogliere la differenza di prospettiva formale ch’essa mantiene rispetto alla cosiddetta scienza delle religioni. La scienza delle religioni ha una pretesa precipuamente sistematica, che esercita con una sensibilità metodologica di tipo interdisciplinare, raccogliendo i risultati di tante altre discipline che si occupano delle religioni, dalla sociologia all’antropologia, dalla psicologia alla filosofia, dall’etnografia alla storia. In questo orizzonte, però, la storia rischia d’essere ridotta a una mera funzione ancillare, che non rende ragione delle sue effettive risorse. Alla storia della religioni si deve riconoscere la sua autonomia scientifica: essa non è semplicemente uno “strumento” per giungere a conoscere cosa siano le religioni, ma una forma compiuta (anche se specifica) di conoscenza delle religioni. Questa autonomia scientifica della storia delle religioni può essere indicata nella sua capacità metodologica di tipo transdisciplinare. Massimo Naro

 

Parole chiave: storia delle religioni, scienza delle religioni, epistemologia, metodologia

 

Massimo Naro, insegna Teologia sistematica nella Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo. È direttore del Centro Studi Cammarata di San Cataldo (Caltanissetta). Tra le sue pubblicazioni: Diventerete come Dio. La riflessione teologica contemporanea sul rapporto tra cristianesimo e modernità, Lussografica 1998; Divina metamorfosi. L’antropologia cristiana di Domenico Turano, Sciascia 2002; Amore alla Parola. L’esegesi spirituale di Divo Barsotti, Rubbettino 2003; Il dialogo possibile. I cristiani di fronte all’islam oggi, Sciascia 2005; Teologi in ginocchio. Figure di spirituali nella Sicilia contemporanea, Sciascia 2006; Il Duomo di Monreale: lo splendore dei mosaici; Libreria Editrice Vaticana - Itaca 2009; Trinità e Chiesa, in Dizionario di Ecclesiologia, Città Nuova 2010.

 

Sin dalla sua nascita, nel XIX secolo, l’ambito disciplinare della Storia delle religioni si è caratterizzato per una particolare sensibilità al dibattito metodologico ed epistemologico. Ciò è legato al particolare status di frontiera della disciplina, tra saperi storici e saperi socio-antropologici. Questo particolare profiloha generato una tensione feconda, alla ricerca di un equilibrio tra la valorizzazione della corretta contestualizzazione storica da un lato, e dall’altro la ricerca di modelli interpretativi più generali, frutto dell’influenza sociologica ed etnoantropologica. Inoltre il particolare oggetto di studio, la «religione» (o la pluralità di oggetti culturali che vi sono ricondotti), pone al tempo stesso questo campo di studi al centro di interessi vitali che vanno ben oltre la ricerca in sé, inserendosi nel più ampio dibattito culturale sul multiculturalismo e sui processi identitari e la loro difficile gestione. Un’introduzione a tutta questa problematica deve perciò affrontare questioni complesse e curare con particolare lucidità l’intreccio tra ricerca storica e riflessione contemporanea. Nicola Cusumano.

 

Parole chiave: religione/ religioni, comparazione, processi culturali, identità, violenza

 

Nicola Cusumano, professore associato di Storia greca all’Università di Palermo, insegna storia greca, storia antropologica della Grecia antica e Religioni del mondo classico. Dirige, con Corinne Bonnet (Université de Toulouse – Le Mirail), «Mythos», rivista di storia delle religioni. Tra i suoi interessi principali lo studio dei contatti interculturali, soprattutto nell’Occidente greco, con particolare riguardo al culti e alla memoria mitica. S’interessa inoltre degli aspetti epistemologici della ricerca storica (verità, memoria, passato e tradizione). Tra le sue pubblicazioni: Una terra splendida e facile da possedere. I Greci e la Sicilia, G. Bretschneider, Roma 1994; Biante e la Sardegna. Libertà dominio e felicità in Erodoto, Atti Erodoto e l’Occidente, G. Bretschneider, Roma 1999; A che serve la storia?,in Saperi bocciati,Carocci, Roma 2002; La distanza tra passato e discorso storico in Diodoro XX 43, 7: una “sinfonia” imperfetta, in Epitomati ed epitomatori: il crocevia di Diodoro Siculo, New Press, Como 2005; Le prove nel discorso storico. Riflessioni a margine, in Processo alla Prova. Modelli e pratiche di verifica dei saperi,Carocci, Roma 2007; Mots pour dire lesmots. Interactions, acculturations et relations interculturelles dans la Sicile antique (Ve-Ier siècle avant J.-C.), in «Pallas» 79, 2009 ; TuristiaSparta. Il passato che non torna e l’invenzione della tradizione, in «Archivio Antropologico Mediterraneo on line», XII/XIII (2009-2010), 12/2, pp. 43-52. Recentemente ha curato, con V. Andò, il volume Come bestie? Forme e paradossi della violenza tra mondo antico e disagio contemporaneo, Caltanissetta-Roma 2010.

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