Salvatore D’Agostino, L’Allocutio christini de hiis que conveniunt homini secundum propriam dignitatem creaturae rationalis ad inclitum dominum tertium Fredericum,Trinacriae regem illustrem di Arnau de Vilanova

Il saggio intende ricostruire alcuni punti nodali del trattato politico-religioso, l’Allocutio christini de hiis que conveniunt homini secundum propriam dignitatem creaturae rationalis ad inclitum dominum tertium Fredericum,Trinacriae regem illustrem, redatto da Arnau de Vilanova durante il suo soggiorno in Sicilia nella veste di consigliere religioso di re Federico. Il medico catalano considera l’intera umanità come la suprema creazione di Dio, l’unica in grado di cogliere nella natura il piano divino della salvezza. L’uomo, dotato di ragione, è in grado di cogliere lo scopo verso il quale indirizzare le proprie energie. In questa prospettiva, il principe ha l’obbligo di portare a termine i cambiamenti e le riforme necessarie per la purificazione della cristianità.
La struttura del trattato, nel suo insieme, non è molto lineare e chiara. Dopo aver illustrato i concetti base nella parte introduttiva, Arnau espone come l’intesa tra l’intelligenza ed il piano di Dio o, il compimento della finalità che Dio ha donato all’intelligenza, conduce proprio all’amore di Dio. Lo scritto termina con alcune comparazioni che aiutano ad esporre da una parte, ed a comprendere, dall’altra, l’obiettivo dell’autore.
L’uomo, per Arnau, è stato dotato da Dio delle facoltà necessarie, intelligenza e ragione, per giungere alla disposizione menzionata. Tutta la struttura del trattato, dunque, è tracciata nella prima parte. Qui troviamo ben distinti i due passi che riguardano Dio e l’uomo. Dio ha dotato l’uomo di alcune potenze determinate e necessarie; l’uomo ha la possibilità di servirsi di queste potenze per ottenere la qualità necessaria per meritare la beatitudine.
Arnau prosegue la sua trattazione affrontando il problema della lode di Dio, sia in forma prima sia in forma pubblica. Nel parlare della lode di Dio in forma privata Arnau sostiene che questa può manifestarsi attraverso la contemplazione della giustizia in se stessa, ma, nel caso in cui si tratti di un re o di un principe e, più in generale di una persona pubblica, questa deve, non solo contemplare la giustizia, ma deve applicare questa sui suoi sudditi in maniera soddisfacente, cioè deve evitare le ingiustizie, i torti, le contumelie e gli inganni.
Nell’ultima parte del trattato Arnau stabilisce anche una contrapposizione tra il re giusto ed il tiranno, contrapposizione che gira proprio intorno all’inganno. Il re ingiusto o tiranno apparentemente cerca il culto di Dio ma, in realtà, mira ad ingrandire il proprio prestigio dinnanzi al popolo; apparentemente cerca il bene comune attraverso la contraffazione della moneta ma, in realtà cerca il proprio profitto. Il predominio dell’interesse privato dinanzi a quello pubblico, dunque, contraddistingue il tiranno con il conseguente rifiuto da parte del popolo. In contrapposizione il principe giusto, servitore del bene comune, ama il popolo.

Parole chiave: Arnau de Vilanova, Allocutio Christini, Federico III d’Aragona, Sicilia, Aragona, summa justicia, Sacre Scritture, re cristiano, principe, tiranno.

Salvatore D’Agostino è nato a Palermo il 27/05/1977. Si è laureato in Filosofia nel 2004 presso l’Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Lettere e Filosofia, con una tesi dal titolo Scientia e Natura in Michele Scoto. Nel 2010 ha conseguito, presso l’Università degli Studi di Messina, Facoltà di Scienze Politiche, il Dottorato di Ricerca Internazionale (Ph.D.) in Storia e Comparazione delle Istituzioni Giuridiche e Politiche Europee, con una tesi dal titolo Dalla teologia alla politica. Arnau de Vilanova e Federico III d’Aragona, re di Trinacria. Attualmente collabora con L’Officina di Studi Medievali di Palermo dove prosegue i suoi studi su Arnau de Vilanova e sulla dominazione aragonese in Sicilia.

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