Fabio Cusimano, “Fuit vir vitae venerabilis, gratia Benedictus et nomine [...]”. Confronto tra alcuni topoi nelle biografie di s. Benedetto da Norcia e s. Benedetto di Aniane

In questo contributo si propone l’analisi di due importanti opere agiografiche relative a due grandi personaggi del Medioevo, fondamentali per le sorti del monachesimo “europeo”: san Benedetto da Norcia (autore della Regula monachorum e fondatore dell’Ordo Sancti Benedicti) e san Benedetto di Aniane (riformatore del monachesimo benedettino altomedievale).
La fonte principale relativa alla vita di san Benedetto da Norcia è il II libro dei Dialogi de vita et miraculis patrum italicorum; i Dialogi sono stati composti da san Gregorio Magno tra il 593 e la fine del 594, in quattro libri; il II libro è interamente dedicato alla figura di san Benedetto da Norcia.
La fonte principale di informazione per delineare la biografia di san Benedetto di Aniane è un racconto agiografico redatto negli anni 822-823 da Ardone Smaragdo, abate di Aniane (783-843), dietro richiesta dei monaci di Inden (Kornelimünster), dove il santo era stato abate dall’817.
Alle figure di questi due grandi santi corrispondono, appunto, due opere agiografiche altrettanto importanti, fonti privilegiate da studiare per conoscere il dipanarsi delle loro vicende biografiche, ma anche meritorie di alcuni approfondimenti su diversi “riferimenti incrociati” che le pongono in stretta correlazione.
Una delle tematiche comuni alle due opere agiografiche muove proprio da alcuni capitoli della Regula monachorum di san Benedetto da Norcia che ci propongono una riflessione sul valore e sull’importanza della conversione nel monachesimo. La conversione, d’altronde, oltre che rappresentare uno dei cardini del cammino di perfezione dell’uomo nel salire metaforicamente, attraverso la penitenza, i gradini della scala humilitatis, è anche uno tra i topoi maggiormente utilizzati e significativi dell’agiografia.
Altro tema, a cui gli autori delle due biografie ricorrono ampiamente, è la descrizione di miracoli e prodigi operati dai santi, con chiara finalità esegetica/educativa.

Parole chiave: san Benedetto da Norcia, san Benedetto d’Aniane, san Gregorio Magno, biografia, agiografia, conversione, miracolo.

Fabio Cusimano (Palermo, 1980) si laurea con lode in “Lettere Moderne” (corso quadriennale, vecchio ordinamento) a Palermo nel 2003 (Relatore il Prof. A. Musco, Co-Relatore il Prof. D. Ciccarelli); nello stesso anno frequenta la “Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica” dell’Archivio di Stato di Palermo. Nel 2007 consegue la Laurea Magistrale in “Informatica per le Discipline Umanistiche” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (con una tesi sperimentale svolta presso l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del C.N.R. di Palermo).
Nel 2008 consegue con lode e menzione il Master di I Livello in “I mestieri del libro e del documento: conservazione, fruizione, restauro, catalogazione e nuove tecnologie editoriali” organizzato dall’Università di Palermo e dall’Officina di Studi Medievali.
Attualmente sta concludendo (con borsa di studio) il Dottorato di Ricerca in “Tradizioni e Istituzioni Religiose di ambiente circum - Mediterraneo. Storia, Letteratura, Diritto” presso l’Università di Messina, con una tesi sulla riforma monastica carolingia ad opera di san Benedetto di Aniane. Presso l’Università di Messina è, inoltre, “Cultore della materia” in “Storia del Cristianesimo” (s.s.d. M-Sto/07).
Collabora con le riviste “Schede Medievali”,“Mediaeval Sophia”, “Benedictina” ed “Informatica Umanistica”. È socio dell'Officina di Studi Medievali, della Società Italiana di Studio del Pensiero Medievale (S.I.S.P.M.) e della Società Italiana di Storia delle Religioni (S.I.S.R.).

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