Armando Bisanti, Effetti scenici nel «Pamphilus» e nel «Babio»

 

Fra le “commedie elegiache” latine del XII e XIII secolo, il Pamphilus e il Babio rappresentano al meglio le componenti spiccatamente “teatrali” del genere comico-elegiaco mediolatino. Infatti, oltre a essere interamente dialogate – mentre tutte le altre “commedie elegiache” sono miste di parti dialogate e di parti narrative – il Pamphilus e il Babio presentano entrambe una lunga serie di elementi scenici (didascalie interne, battute a sorpresa, dialoghi rapidi a botta e risposta, e così via) che possono far presupporre un’intenzione rappresentativa da parte degli autori o, comunque, risultano finalizzati a una possibile resa scenica. Per entrambe le “commedie”, dopo una sintetica presentazione di ciascuna di esse (trama, personaggi, lingua e stile, questioni cronologiche, problematiche critiche, status delle edizioni e degli studi), vengono analizzati alcuni passi campione utili a dimostrare la qualità “scenica” dei due testi teatrali mediolatini.

 

Parole-chiave: Pamphilus, Babio, commedia elegiaca, teatro medievale

 

 

Armando Bisanti, nato a Palermo nel 1957, è ricercatore di Letteratura Latina medievale e umanistica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo. Nel corso di oltre un venticinquennio ha pubblicato alcuni libri e, su riviste specializzate, numerosi articoli sulla letteratura, in latino, dall’età tardoantica al Rinascimento. Fra i soci fondatori dell’Officina di Studi medievali, è redattore di «Schede medievali» e di «Mediaeval Sophia», e dal 1999 fa parte dell’Ufficio di Presidenza dell’Officina, con la carica di segretario generale.

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