Ezio Albrile, Origini magiche. Zoroastrismo e un’ipotesi psicoattiva

 

Il rito magico è sovente incline a pratiche negromantiche, cioè a una mescolanza di varie tecniche, tutte assemblate nel quadro di una magia esplicitamente demonica. Una tradizione dalle radici remote. Ne è testimonianza l’attività dei Magi mazdei trapiantati in Caldea e in Asia Minore e di là ripartiti per varie vie alla conquista del mondo mediterraneo, collegati, secondo un’antica tradizione, all’Egitto, patria di astrologi e dispensatore di misteri. Così parla la citata leggenda di Ostanes, Mago medo frequentatore di santuari egiziani, ove avrebbe avuto discepolo Democrito e, per suo tramite, Bolo di Mendes. Essi rappresentano un apporto che s’innesta sulla trama della civiltà ellenistica, piuttosto che uno specifico adattamento delle due culture, l’egiziana e l’iranica. I Magi si sono riconosciuti nei pensatori Greci e in tal modo hanno potuto imporre la loro dottrina. In Occidente il mito di Zoroastro è infatti giun­to attraverso l’incontro dei Greci con una strana casta sacerdotale mazdea, i cosiddetti Magusei, i Magi ellenizzati o Magi delle colonie greche, cioè quei sacerdoti persiani che vivevano in Siria o in Anatolia ed erano a tutti gli effetti degli emigrati, forse degli esuli, sottratti al controllo della chiesa uffi­ciale, lo zoroastrismo «ortodosso». Con il passare del tempo i Magi della diaspora si allontanarono sempre più dai rigidi precetti dell’ortodossia zoroastriana per vestire il manto dei saggi e degli astrologi che i Greci, affasci­nati dalla sapienza orientale, li invitavano a indossare. La cospicua letteratura ellenistica e tardoantica offre infiniti spunti per cogliere queste interferenze fra iranismo e culture occidentali.

 

Parole chiave: Magia, Zoroastrismo, esperienze estatiche, piante e sostanze psicoattive

 

Ezio Albrile (Torino 1962), da anni si occupa delle interazioni fra mondo iranico e le forme di religiosità dualistica tipiche dell’ellenismo e della tarda antichità (ermetismo, gnosticismo, manicheismo, etc.). È docente di Storia religiosa dell’Iran e dell’Asia centrale presso il CESMEO di Torino. Si occupa anche di divulgazione culturale sulle stesse tematiche.

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