Fabio Cusimano, Il topos della montagna sacra nella tradizione monastica

 

Il monachesimo, fin dalle sue più remote origini, può essere definito anche come un fenomeno sociale profondamente radicato nel territorio. Per rendersi conto di quanto possa essere stretto il rapporto tra i monaci e il territorio in cui essi si insediano, è sufficiente notare con quanta cura e sapienza i monaci di ogni epoca abbiano generalmente scelto i luoghi in cui edificare i propri edifici e luoghi di culto, e quanto spesso, nella tradizione, nelle memorie locali, nelle tipiche “cronache” monastiche, un’abbazia, un priorato, un convento, siano diventati veri e propri punti di riferimento per le vicine popolazioni, così come un segno di forte connotazione di una località (spesso ancora oggi riscontrabile in molti toponimi).

Il contributo passa in rassegna alcuni topoi ricorrenti nella vita monastica: il loro significato si spinge ben oltre l’evidenza, perché mette in relazione il mondo monastico con le sue radici legate alla separazione dal mondo (contemptus mundi) e all’ascesi penitenziale che si è propagata dal mondo orientale a quello occidentale.

Lo spazio a cui facciamo riferimento non è solo quello rappresentato dall’ambiente in cui nascono e si sviluppano gli insediamenti monastici o, meglio, non ne rappresenta l’unica implicazione: che lo spazio non agisca semplicemente da sfondo alla vicenda monastica, ma di questa sia, al contrario, strumento e forma, è dimostrato dalle innumerevoli leggende sulle fondazioni dei monasteri.

 

Parole chiave: Monachesimo, Montecassino, montagna, eremo, clausura, deserto, tempesta, approdo.

 

 

Fabio Cusimano (Palermo, 1980) si laurea in “Lettere Moderne” (vecchio ordinamento) a Palermo nel 2003 (Relatore il Prof. A. Musco, Co-Relatore il Prof. D. Ciccarelli); nello stesso anno frequenta la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Palermo. Nel 2007 consegue la Laurea Magistrale in “Informatica per le Discipline Umanistiche” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (con una tesi sperimentale svolta presso l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Palermo). Nel 2008 consegue il Master di I Livello in “I mestieri del libro e del documento: conservazione, fruizione, restauro, catalogazione e nuove tecnologie editoriali” organizzato dall’Università di Palermo e dall’Officina di Studi Medievali. Attualmente frequenta il Dottorato di Ricerca in “Tradizioni e istituzioni religiose di ambiente circum - mediterraneo. Storia, Letteratura, Diritto” presso l’Università di Messina.

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