José Maria Silva Rosa, O simbolismo da «Domus Religionis» no «Liber de Concordia Novi ac Veteris Testamenti» de Joaquim de Fiore

 

 Dopo un periodo in cui l’Immaginazione Creativa era stata vista come pericolosa per l’ordine teologico, scientifico, e politico, per cui andava sradicata – era la famoso «folle du logis» dei discorsi dell’Illuminismo – oggi siamo pronti, grazie a quanto ci hanno insegnato G. Bachelard, G. Durand, R. Abelio, P. Ricoeur, ecc. per capire i dinamismi de l’Imaginale (H. Corbin) e riportarli nel reame della razionalità. È in quest’ottica che uno dei testi più famosi di Gioacchino da Fiore, Liber de Concordia Novi ac Veteris Testamenti (Venezia, 1519) diviene particolarmente significativo. In questo testo, fra le altre cose, l’abate calabrese, in quanto Architetto Visionario (cfr. Liber Figurarum), disegna l’impianto della Domus Religionis (della Casa, cioè, dei Monaci perfetti) e sviluppa una curiosa interpretazione simbolica ed un’applicazione antropologica delle mansioni diverse di un simile convento scatologico

 

 

Parole-chiave: Gioachimismo, Esegesi simbolica, Profezia, Millennarismo, Domus religionis

 

 

José Maria Silva Rosa, BA (1993), MA (1997) e PhD (2005) in Filosofia Medievale presso la Portuguese Catholic University (UCP) di Lisbona. Insegna alla UCP dal 1993 al 2002. Attualmente insegna Filosofia all’Università di Beira Interior (Covilhã, Portogallo). Tra le sue varie pubblicazioni: Em busca do Centro. Investigações sobre a noção de Ordem na obra de Santo Agostinho (Período de Cassicíaco), Lisbon, Universidade Católica Editora, 1999; O Primado da Relação. Da intencionalidade trinitária da filosofia, Lisbon, Universidade Católica Editora, 2007; Introdução e Notas nella edizione bilingue (Latino/Portoghese) del De Trinitate di Sant’Agostino, Lisbon, Paulinas - Fátima Sanctuary, 2007.

 

 

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