REDAZIONALE
14 (LUGLIO-DICEMBRE 2013)

 

 

Da questo numero, Mediaeval Sophia andrà on line senza la presenza, il sostegno, l’incoraggiamento, la forza propositiva e propulsiva, la guida carismatica di Sandro Musco. La sua scomparsa improvvisa e inaspettata, che ci lascia addolorati e attoniti, rende davvero arduo proseguire il cammino che con tenacia, caparbietà, indomita forza egli aveva intrapreso più di trenta anni fa e aveva percorso con instancabile passione fino all’ultimo giorno della sua vita.

Sandro è stato qui all’Officina maestro di metodo, di rigore, di passione gratuita per il sapere, di infaticabile ricerca. Insegnava la via tutta medievale della quaestio, del saper porre le domande, del pensare problematicamente, nella convinzione profonda che in questo trova fondamento la nobiltà del pensiero, l’elevatezza dell’intellectus, la dignità e la bellezza della comune ricerca della verità.

Si adoperava senza sosta perché dalla sua azione nascessero generazioni di allievi che potessero percorrere nuovi sentieri e tracciare nuove piste di ricerca, capaci di proporre pioneristicamente nuove letture di testi tardo-antichi e medievali, di affondare lo sguardo nelle molteplici e variegate tradizioni letterarie, culturali, religiose, dottrinali che si sono intrecciate durante il Medioevo e, in modo speciale, nella terra di Sicilia. Era la trasmissione del sapere, il suo medievalissimo cruccio. Ed è stata questa la sua inesauribile azione, il suo instancabile lavoro quotidiano, in grado spesso di precorrere i tempi, presagire nuove possibilità, anticipare sviluppi di ricerca, vedere certamente al di là rispetto a dove arriva lo sguardo dei più, prodigandosi senza sosta per poter offrire ai suoi tantissimi allievi, al di là di quanto ciascuno di loro potesse e osasse sperare nel contesto talora davvero freddo e spersonalizzante del mondo accademico, occasioni e opportunità di ricerca e prospettive future. Dice un aforisma orientale: «quando l’allievo è pronto, giunge il maestro». Ma nel caso di Musco, del magister Sandro, si può senza esitazione affermare che accadeva proprio il contrario: era lui ad aprire strade, schiudere orizzonti, scenari e possibilità trasformando così esitanti e inconsapevoli giovani universitari, spesso senza un preciso orientamento, in allievi, coscienti di intraprendere un cammino dischiuso verso lontane e talora davvero coraggiose mete di studio, di ricerca, di lavoro.

Senza di lui nulla potrà più essere come prima. Ce ne rendiamo tutti conto, sarebbe insensato non riconoscerlo, prima di tutto a noi stessi, tanto forte era qui la sua presenza piena di energia, la sua leadership carismatica, la sua vitalità piena di sicilianissima ironia, mordace e brillante. Quante riunioni operative, quanti progetti qui all’Officina, quante interminabili chiacchierate a ogni ora del giorno, quanti momenti conviviali, quante iniziative, quante idee, quanti sogni! Ma sentiamo che continuare nel solco da lui tracciato è per noi al contempo un dovere vincolante e un irrinunciabile compito. Sandro non si arrendeva mai, non si sarebbe mai arreso, di fronte alle difficoltà, ai fallimenti piccoli e grandi, alle innumerevoli avversità che una istituzione come questo centro di studi vive in una terra come la Sicilia. Noi non ci arrendiamo. Glielo dobbiamo.

Questo numero di Mediaeval Sophia, al quale Sandro Musco aveva lavorato fino al giorno della sua improvvisa scomparsa, è dedicato a lui.

Giuseppe Allegro

 

 

 

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